CATTIVISSIMO ME

 
Titolo Originale: Despicable Me
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: Pierre Coffin, Chris Renaud, Sergio Pablos
Sceneggiatura: Cinco Paul, Ken Daurio, Sergio Pablos
Produzione: Universal/ Illumination Entertainment
Durata: 95
Interpreti: Steve Carell, Jason Segel, Miranda Cosgrove, Dana Gaier, Elsie Fisher

Gru è un anti eroe, un mega cattivo che sogna di fare il colpo del secolo per entrare nella storia dei criminali: rubare niente meno che la Luna! Purtroppo, però, un altro giovane malvagio, Vector, lo ostacola nella realizzazione del suo magnifico piano, scalzandolo nella classifica e quindi nella scalata al potere. Gru decide quindi di riprendersi ciò che gli spetta in ogni modo possibile. L’occasione si presenta presto nelle persone di Margot, Edith e Agnes, tre orfanelle che fanno la vendita a domicilio di biscotti, le uniche che sembrano avere accesso alla fortezza iper-tecnologica di Vector. Ecco quindi trovata la soluzione: adottare le tre bambine per potersi introdurre indisturbato nel covo del nemico. Peccato che quello del padre non sia un mestiere che uno possa improvvisare…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il cattivo si converte grazie alla scoperta del calore della famiglia e dopo che ha conosciuto tre pestifere bambine
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per l'umorismo un po' crudo
Giudizio Tecnico 
 
La scoperta avvenuta fin troppo presto del lato dolce e il cambiamento repentino (basta solo una giornata al luna park per creare un legame profondo con le bambine) mostrano un personaggio non del tutto approfondito. Alcuni passaggi eccessivamente semplificati e la percezione di una mancata occasione di approfondimento di un personaggio che vada "fino in fondo" nel proprio essere criminale, tolgono un po' di fascino al cartone e gli "impediscono" di essere un capolavoro.

Cattivissimo me è la risposta Universal ai cartoni Disney - Pixar. L’idea è ottima: rendere protagonista un anti eroe, un "cattivo per eccellenza", che ha come obiettivo la cosa più grandiosa (ma se ci pensiamo anche molto cattiva), che si possa fare: rubare la Luna, renderla un oggetto tascabile grazie ad un potentissimo raggio rimpicciolente e portarsela a casa, lasciando tutte le notti della Terra al buio.

Gru viene presentato immediatamente come cattivo, il maligno adulto che trae divertimento dal pianto dei bambini e che è pronto a sfruttare tre povere orfanelle per i suoi loschi piani. In realtà, però, in questa immagine da perfido genio del male, qualcosa immediatamente si incrina. Anzitutto come cattivo non è il massimo, dato che la più grande impresa fino ad allora realizzata, il furto di una delle grandi piramidi, non è stata compiuta da lui ma da Vector, il giovane criminale - la sintesi perfetta di un ragazzino appena uscito dalla pubertà e il classico “nerd” tecnologico e quarantenne. E poi, nonostante la casa lugubre, la collezione di animali rari, i raggi raggelanti per evitare le file negli Starbucks, Gru è un “grande capo” molto rispettoso dei suoi dipendenti. I Minion, infatti, piccoli operai gialli (e vere spalle comiche) che lo aiutano nelle sue imprese, lo adorano, e Gru, da parte sua, li conosce perfettamente uno ad uno, chiamandoli addirittura per nome. Quindi non l’immagine del padrone schiavista, con al seguito uno stuolo di servitori timorosi, ma un “dirigente d’azienda” rispettato e amato dai suoi lavoratori.

Così, capiamo immediatamente che il nostro protagonista non è il grandissimo cattivo finito in disgrazia, né il giovane dal cuore di pietra destinato ad una carriera nelle vie del male. È un uomo mediocre, che non è mai riuscito a compiere grandi imprese nemmeno come malvagio (ha rubato sì la Tour Eiffel e la Statua della Libertà, ma solo nelle copie in miniatura di Las Vegas). Sotto la veste del duro, Gru nasconde un cuore tenero e burroso, che ha bisogno solo che venga grattata la sua scorza per emergere più morbido che mai. Presto ci viene svelato che, in realtà, la sua “cattiveria” è solo un’autoaffermazione di sé nei confronti della severissima madre (e quindi del mondo intero), alla ricerca della dimostrazione del proprio valore e delle proprie capacità. L’arrivo in casa sua del tornado rappresentato dalle tre bambine pestifere diventerà così il pretesto per riscoprire quel mondo di sé e degli affetti che gli era stato negato da bambino e di cui sente l’impellente bisogno.

Per quanto assolutamente godibile, Cattivissimo me non riesce a raggiungere lo spessore dei lungometraggi della concorrente Pixar. Il personaggio di Gru, nonostante le premesse lo dessero come il peggiore dei cattivi, risente del fatto di non essere un vero e proprio antieroe, l’Antagonista per eccellenza bisognoso di redenzione, ma solo un adolescente troppo cresciuto che si trova a doversi scontrare con un altro adolescente, più giovane e più tecnologizzato, ma non per questo più maturo di lui. La scoperta avvenuta fin troppo presto del lato dolce e il cambiamento repentino (basta solo una giornata al luna park per creare un legame profondo con le bambine) mostrano un personaggio non del tutto approfondito.

Alcuni passaggi eccessivamente semplificati, e la percezione di una mancata occasione di approfondimento di un personaggio che vada "fino in fondo" nel proprio essere criminale - e quindi nel suo percorso di redenzione - tolgono un po' di fascino al cartone e gli "impediscono" di essere un capolavoro.    

Autore: Maurizia Sereni


Share |