ARRIETTY

 
Titolo Originale: Karigurashi Arrietty
Paese: Giappone
Anno: 2010
Regia: Hiromasa Yonebayashi
Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
Produzione: STUDIO GHIBLI, TOHO COMPANY, WALT DISNEY COMPANY, BUENA VISTA HOME ENTERTAINMENT, DENTSU, HAKUHODO DY MEDIA PARTNERS, MITSUBISHI SHOJI, NIPPON TELEVISION NETWORK CORPORATION (NTV), MINATO-KU
Durata: 94

La 14enne Arrietty fa parte della minuscola famiglia di 'Rubacchiotti' che vive sotto le tavole del pavimento di una vecchia casa di campagna, dove 'prende in prestito' tutto ciò di cui ha bisogno. Nella stessa casa vive Sho, un ragazzo affetto da una grave malattia al cuore, costretto al riposo in attesa del giorno dell'operazione. I due, così diversi, finiranno per aiutarsi a vicenda..

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L'incontro fra due persone di razze così diverse diventa prima comprensione, poi amicizia e occasione di crescita interiore
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
La gradevolezza del disegno e alla grande abilità di Miyazaki costituiscono la base per una toccante storia di crescita interiore

Hayao Miyazaki  ci ha abituato al fascino del suo disegno e alle suggestioni fantasiose della sua sceneggiatura. Basti pensare a La città incantata, premio Oscar 2003 per l'animazione o a Il castello errante di Howl. Con Arrietty , Miyazaki ha mantenuto la sceneggiatura ma ha affidato la regia a Hiromasa Yonebayashi, il numero uno dei suoi disegnatori ed ha mantenuto l'eccellenza nel disegno dello Studio Ghibli.

Ancora una volta si resta incantati nel seguire questa nuova storia, ricavata dal racconto "The Borrowers",dell'inglese Mary Norton. Non si tratta solo della gradevolezza del disegno ma dell'arte di raccontare di Miyazaki  e dei suoi colleghi: la cura nei dettagli, il ritmo lento perché meditato ci fanno vivere in questa casa nel bosco alla periferia di Tokyo, più precisamente sotto gli assi del pavimento, dove vivono i rubachiotti, questi umani-gnomi che si alimentano con  cibo "preso in prestito" agli umani, poco per volta (a loro basta) per non farsi notare.

Da queste premesse si comprende che siamo lontani da  Arthur e il popolo dei minimei di Luc Besson: una storia simile sui rapporti fra un popolo minuto, molto valido come computer grafica, ma privo della magia che ci sanno restituire i lavori di Miyazaki.  

Il cuore pulsante del film si trova però altrove: nell'incontro fra Arrietty, la rubachiotta di 14 anni e Sho, il ragazzo ospite della casa in attesa di un importante intervento al cuore.
Come in tante le storie di amore o di amicizia, i due protagonisti sono presentati separatamente, prima del loro incontro.

Arrietty è una ragazza giudiziosa, che ama la sua famiglia, non le è estranea una  certa civetteria e si trova, secondo il giudizio del padre, nell'età giusta per imparare a uscire dal suo rifugio e andare a "prendere in prestito" ciò che le serve nelle case degli umani.
Sho ha acquisto, a causa dei suoi pesanti problemi di salute, una rassegnata passività, soffusa di malinconia.

L'incontro fra i due, prima caratterizzato da una certa diffidenza (sopratutto da parte di Arietty) si trasforma  ben presto in una complice solidarietà.

Rho è contento di essere utile, lui sempre posto ai margini da un eccesso di protezione, a quella piccola ragazzina. Lei, abituata a una lotta quotidiana per la sopravvivenza, ridona a Sho la voglia di  lottare per vivere.

 Quando i due amici si dovranno lasciare, entrambi sanno che grazie all'altro, il proprio futuro non sarà più come prima.

E' molto strano come oggi il film d'animazione sia il luogo privilegiato per la rappresentazione di buoni sentimenti, in questo caso di come l'incontro fra due persone possa diventare la fonte di una maturazione interiore. Sembra quasi che per esprimere sentimenti positivi sia necessario "nascondersi"dietro le forme di un racconto per bambini.

 

Autore: Franco Olearo


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