TRA LE NUVOLE

Titolo Originale: Up in the Air
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Sheldon Turner, Jason Reitman
Produzione: Montecito Picture Company, Rickshaw Productions
Durata: 108''
Interpreti: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick

Ryan Bingham lavora per un'azienda che ha il compito di gestire il licenziamento dei  dipendenti per conto di aziende terze. Si sposta continuamente da una città all'altra, gli alberghi sono la sua casa, è contento di questa sua vita passata nel confort delle trasferte a piè di lista e di non aver alcun tipo di legame. Qualcosa però potrebbe cambiare: accetta all'inizio controvoglia di partecipare al matrimonio di sua sorella minore ma sopratutto nelle sue trasferte conosce Alex, una donna avvenente  che vive continuamente "tra le nuvole", come lui....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il regista realizza un'analisi lucida e tagliente della single society americana ma non è in grado di proporre reali alternative
Pubblico 
Adolescenti
Un breve nudo femminile di schiena
Giudizio Tecnico 
 
Un'ottima sceneggiatura, forse un po' troppo cosciente di esserlo, tende verso la fredda accademia. Il personaggio di Ryan sembra perfettamente ritagliato sull'ineffabile George Cloney

Il tema dello scapolo impenitente che non ha alcun interesse a sposarsi è stato affrontato varie volte al cinema. Il più noto è probabilmente The Family Man (2000): un giovane aveva abbandonato la fidanzata per cercare carriera e successo; quando si è ormai abituato a vivere da solo, una specie di incantesimo gli fa provare tutte le gioie (ma anche i sacrifici) della vita in famiglia a cui ha voluto rinunciare.

Ora il tema viene riproposto nove anni dopo ma la situazione pare come peggiorata: in questo film sembra che il cuore di questi business men e women, si sia come ibernato; la loro capacità di relazionarsi è nulla (ci si lascia con la fidanzata o ci si licenzia dall'azienda con un semplice SMS), le famiglie, quando raramente vengono costituite, finiscono per disgregarsi;i vecchi genitori vengono mandati in pensioni dorate, dove finiscono per  morire da soli.
In ambito lavorativo le aziende che debbono licenziare dei dipendenti fanno fare "il lavoro sporco" ad anonime agenzie che svolgono sbrigativamente il loro compito (magari a distanza, tramite un collegamento video) limitandosi a  qualche vuota parola di incoraggiamento.

 Il nostro protagonista, oltre a fare il tagliatore di teste, partecipa a vari convegni come conferenziere per diffondere la sua filosofia del disimpegno: si porta  con sè uno zaino, invita  gli uditori a riempirlo con l'immaginazione di tutte le cose che  stanno loro a cuore (l'automobile come la casa, ma anche degli affetti più cari) per poi  provare a sentire come ci si sente liberi togliendosi lo zaino dalle spalle.
Rayan è il primo a seguite alla lettera questa filosofia: la sua casa sono gli alberghi, la sua auto i taxi, non ha mai pensato a sposarsi, vive di incontri occasionali e si lascia coccolare dai privilegi che gli vengono concessi come cliente abituale, dalle compagnie aeree e dagli alberghi.

L'ottima sceneggiatura scandisce senza pietà i dialoghi di Ryan e dei suoi simili della single society ,  brillanti, sagaci, cortesi quanto impersonali; il momento chiave del film è proprio quando Ryan, si, proprio lui, è invitato a far cambiare idea al promesso sposo di sua sorella che il proprio il giorno prima del matrimonio mostra di avere  profondi ripensamenti.

"Non penso che sarò in grado di arrivare in fondo- dice il giovane- stiamo comprando casa, andremo a vivere insieme, avremo un figlio, e poi un altro figlio, poi Natale, il giorno del Ringraziamento, le vacanze scolastiche. Tutto a un tratto si stanno laureando, trovano lavoro e si sposano. Poi divento nonno, vado in pensione, perdo i  capelli, ingrasso e prima che me ne accorga sono morto. Non faccio che pensare: a che serve? Che sto mettendo in piedi qui?".
Ryan deve assolutamente trovare una risposta convincente: " il matrimonio può essere un inferno e hai ragione: tutte quelle cose porteranno alla tua eventuale dipartita. Il tempo passa per tutti e finiremo tutti nello stesso posto. Quindi non serve a niente. Ma se tu ripensi ai ricordi più importanti della tua vita, eri forse da solo? Sicuramente no. La vita è pure compagnia. A tutti serve un copilota".

Per i personaggi del film, che debbono imparare l'ABC dell'amore, lo scoprire che l"avere un copilota" è almeno un riparo nelle avversità della vita è sicuramente molto poco, ma per loro è già qualcosa.

Il difetto di questo film è proprio questo: ottimo nella lucida analisi della disumanizzazione cortese della nostra società, non ha una vera proposta alternativa: nel prosieguo della storia vediamo che anche chi ha deciso di costruirsi una famiglia finisce per separarsi o per tradire.

Autore: Franco Olearo


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