L' ERA GLACIALE 3 L'ALBA DEI DINOSAURI

 
Titolo Originale: Ice Age 3 – Down of the Dinosaurs
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Carlos Saldanha
Sceneggiatura: Peter Ackerman e Michel Berg
Produzione: lue Sky Studios per Fox
Durata: 90'
Interpreti: con le voci italiane di Claudio Bisio, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi

Mentre la coppia di mammut costituita dall’ansioso Manny e dalla brillante Elli (ormai guarita dall’ossessione di essere un opossum…) è in attesa del suo primo cucciolo, la tigre Diego affronta gli acciacchi dovuti all’età e alla prolungata inattività. Ma è Sid, che si sente escluso dalla nuova prospettiva familiare dei mammut a provocare l’ennesimo disastro sottraendo tre uova di tirannosauro. Quando la madre derubata si fa viva e lo porta con sé in un mondo sotterraneo popolato di pericolose creature, gli amici del bradipo pasticcione si mettono alla sua ricerca, aiutati da Buck, una donnola stile Indiana Jones che vive nel “mondo di sotto”. E intanto Scrat continua a inseguire la sua ghianda, salvo farsi distrarre da una scoiattolina ancora più affamata di lui…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il cuore della vicenda resta la famiglia, la famiglia come luogo di accoglienza capace di includere anche chi momentaneamente è solo, capace soprattutto di tirare fuori il meglio di ognuno.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Il film riesce a mantenere una freschezza e un brio che altre serie animate, come la saga di Shrek hanno perduto.

L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri, nuovo capitolo della saga targato Fox che ha sperimentato per essa gli effetti dell’animazione 3D, ha il suo punto di forza soprattutto in un concept che non pare conoscere stanchezza.

La nuova avventura di Sid il bradipo, Diego la tigre dai denti a sciabola e Manny il mammut riesce a mantenere una freschezza e un brio che altre serie animate, come la saga di Shrek,  hanno sacrificato a favore di un umorismo magari più tagliente, ma anche condito di volgarità e riferimenti fin troppo raffinati per essere goduti da un pubblico familiare.

Mentre il bello de L’era glaciale, in questa come nelle precedenti puntate, è che al centro della storia c’è proprio una famiglia, bizzarra, scombinata e a volte litigiosa, ma a suo modo con una prospettiva ben chiara su alcuni valori essenziali come la solidarietà reciproca, ma anche l’importanza di riconoscere e affrontare la realtà non secondo quello che ad ognuno vorrebbe, ma tale quale è.

Il cuore della vicenda resta dunque la famiglia, con le sue sfide e le sue fragilità, la famiglia come realtà e come aspirazione (per qualcuno destinata a restare, non senza ragione, frustrata), la famiglia come luogo di accoglienza capace di includere anche chi momentaneamente è solo, e capace soprattutto di tirare fuori il meglio di ognuno.

Gli autori sono stati capaci di raccontare, nel contesto di una preistoria ampiamente e fantasiosamente rivisitata, le ansie dei futuri genitori (in questo caso naturalmente del perfezionista Manny, impegnato a costruire un kindergarten per pachidermi e a spiare gli indizi di un prossimo parto), ma anche, a modo loro, la “crisi della mezza età”  del coraggioso Diego (da curare con una buona dose di avventura prima di tornare volentieri alla pace domestica…), e, nel caso di Sid (vero improbabile, e per questo potente, centro affettivo della saga) il senso di esclusione di fronte alla felicità altrui.

Proprio Sid, che pure commette l’ingenuità di adottare le tre uova di un  Tirannosaurus Rex, ha la semplicità e il cuore per riconoscerne senza esitazione il grande valore in quanto commovente forma di vita.

Ma proprio su questo punto la pellicola segue un’interessate e non scontata linea di sviluppo. Di fronte al desiderio di Sid di costruirsi una famiglia a sua misura con i tre cuccioli di dinosauro, gli autori evitano di seguire la legge del politically correct a favore di un sano buon senso.

Così il senso dell’avventuroso viaggio nel regno dei dinosauri, senza bisogno di discorsi o morali giustapposti, emerge chiaramente: non basta volere una cosa, per quanto sinceramente e disperatamente, per averne diritto; non basta avere tanto amore da donare per mettere su una famiglia, soprattutto quando la natura si impone nella sua evidenza; i piccoli di tirannosauro, per quanto amichevoli, devono fin da subito mangiare carne (e non verdura fresca…) e crescendo assomiglieranno non al bradipo che ha assistito alla schiusa delle uova, ma alla gigantesca madre che è venuta a cercarli.

Una lezione che Sid impara senza disperarsi (ma naturalmente preparandosi ad un’altra esilarante avventura) grazie alla presenza affettuosa e solida dei suoi amici, che non gli risparmiano le frecciate, ma alla fine sono disposti a scendere in un altro mondo per salvarlo.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


Share |