LOST IN SPACE (2018)

 
Titolo Originale: LOST IN SPACE
Paese: USA
Anno: 2018
Sceneggiatura: Matt Sazama e Burk Sharpless
Produzione: Legendary Television, distribuito da Netflix
Durata: 10 puntate di 60 minuti
Interpreti: Toby Stephens, Molly Parker, Maxwell Jenkins, Taylor Russell, Mina Sundwall, Parker Posey

La Famiglia Robinson (il padre John, la madre Maureen, il piccolo Will e le sue due sorelle: Penny e Judy, quest’ultima nata da una precedente relazione della madre), dopo un duro addestramento, è stata selezionata per andare a popolare un Pianeta del sistema stellare Alfa Centauro. Un attacco subìto durante la navigazione costringe la famiglia a rifugiarsi in una delle navicelle di salvataggio con la quale raggiungono un pianeta sconosciuto. Le difficoltà che i Robinson debbono affrontare sono tante ma i ragazzi sono stati addestrati dalla mamma, un ingegnere particolarmente preparato, a costituire una squadra che si muove all’unisono. Il padre, che si è unito a loro proprio in occasione della partenza dopo esser stato a lungo lontano in missione, cerca di riacquistare la fiducia dei suoi figli...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una famiglia semi-unita, o meglio in via di riunificazione, trova la solidarietà giusta per affrontare pericoli di classe “spaziale”
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene che possono indurre spavento non sono adatte ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il film svolge bene la sua funzione di intrattenimento ma i rapporti fra i componenti della famiglia sarebbero stati più coinvolgenti se si fosse meglio approfondita la psicologia dei personaggi

Questo serial TV in 10 puntate, che viene trasmesso dalla piattaforma Netflix, ha il chiaro obiettivo di estendere l’offerta destinata alle famiglie e il timbro “T” (per tutti) viene posta in evidenza a ogni inizio di puntata. Per rivolgersi alle famiglie si è recuperato l’omonimo Lost in Space andato in onda dal 1965 al 1968 sulla rete CBS in tre stagioni ed ebbe un notevole successo. Il film omonimo invece, apparso nelle sale nel 1998, ha lasciato ben poca traccia di se’ e ora è disponibile anche su Youtube.

E’ proprio questa rinascita della famiglia Robinson a più di cinquant’anni di distanza che stimola la nostra curiosità per vedere come sono modificati i parametri dell’avventura ma anche come viene concepito un serial destinato alla famiglia allora e ora, visibile quindi anche dai ragazzi più piccoli.

Rivedere oggi Lost in Space n.1 non fa che generare molta tenerezza. Tutte le riprese erano realizzate negli studi a causa delle ingombranti camere televisive del tempo, assetate di luce; i trucchi erano elementari e terribilmente buffo era anche il robot, che non faceva mistero di essere un involucro dentro cui si celava un uomo.  Le tute spaziali sono dei graziosi vestiti luccicanti e gli interni delle astronavi sono realizzate con molta fantasia, perché le prime navicelle spaziali sarebbero allunate solo nel 1969.  Parlare di telefilm per la famiglia, distinto da qualcos’altro, aveva allora, nel 1965, poco senso, per il semplice fatto che a quei tempi tutta la famiglia si sedeva davanti alla televisione dopo cena e tutti programmi erano ritagliati per loro. La famiglia Robinson è sempre unita e l’esplorazione nello spazio non impediva al padre, di fare il giro delle cabine dei suoi figli per augurare loro la buonanotte, invitando il piccolo Will a metter da parte il suo giocattolo.

La famiglia Robinson del 2018 è decisamente allineata ai tempi e quindi disfunzionale. I genitori che partono sono sull’orlo del divorzio. Nelle prime puntate si contendono il diritto di dire ai figli cosa debbono fare. Se il cattivo di quel tempo era più divertente che malvagio, qui ci troviamo di fronte alla dottoressa Smith che uccide con molta disinvoltura. Anche i pericoli che, soprattutto le ragazze debbono affrontare, sono particolarmente angoscianti e il serial finisce per non risultare adatto ai più piccoli.

Questa versione del 2018 tiene naturalmente conto dei nuovi rapporti che si sono instaurati fra uomo e donna e se per la versione del ‘65, potevamo assistere a scene dove le donne portavano cortesemente una tazza di caffè agli uomini impegnati davanti a un monitor, ora è la mamma Maureen il vero cervello dell’operazione, a cui il marito, tutto muscoli e action, mette a disposizione le sue attitudini militari.

Ogni puntata ha la sua dose di imprevisti a cui la famiglia deve far fronte ma il ritmo, tranne poche eccezioni, ha uno strano andamento a singhiozzo: a scene di grande tensione ben distribuite, puntata dopo puntata, si alternano momenti di sereno colloquio fra i personaggi, come se la vita extraterrestre fosse ordinata in tempi di “lavoro”, quando si timbra il cartellino per l’avventura  e in tempi di riposo.

Ovviamente non sveliamo il finale ma il genere stesso di FamilyFiction lascia ben sperare. L’intrattenimento è assicurato e molti sono gli ostacoli da superare ma la sceneggiatura avrebbe potuto fare di più per approfondire i caratteri dei protagonisti perché alcuni a volte rischiano di diventare poco credibili. Se Will nella fiction degli anni ’60, si portava a letto il suo ultimo giocattolo, a quello del 2018 vengono fatte pronunciare frasi del tipo: “Le persone possono sbagliare ma meritano una seconda possibilità”. Si tratta di un bel salto di maturità.

Autore: Franco Olearo


Share |