SUPERMAN RETURNS

 
Titolo Originale: SUPERMAN RETURNS
Paese: USA
Anno: 2006
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Michael Dougherty e Dan Harris basato sui personaggi creati da Jerry Siegel e Joe Shuster
Produzione: Warner Bros/Legendary Pictures/Bad Hat Harry
Durata: 140'
Interpreti: Brandon Ruth, Kate Bosworth, Kevin Spacey Produzione: Warner Bros/Legendary Pictures/B

Dopo un’assenza durata cinque anni, passati alla ricerca dei resti del suo pianeta natale, Superman ritorna sulla terra e scopre che molte cose sono cambiate; Lois Lane, la donna di cui è innamorato da sempre, è fidanzata con un altro e ha un figlio. Ma anche Lex Luthor è tornato con un folle piano per distruggere il mondo usando proprio uno dei cristalli provenienti da Krypton. Nonostante tutto il nostro pianeta ha ancora bisogno di essere salvato e Superman è lì per questo…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Superman è un eroe che salva attraverso la sofferenza e il sacrificio e non compie nessun atto volutamente ostile, nemmeno nei confronti dei suoi nemici. presenza di richiami cristologici abbastanza espliciti
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Pur essendo pieno di sequenze spettacolari e di umorismo, il film mostra molta profondità di indagine psicologica e di implicazioni esistenziali

  Con questa pellicola, che negli Stati Uniti ha entusiasmato la critica ma ha ottenuto un successo inferiore alle previsioni (e al merito), Bryan Singer rinverdisce il mito dell’eroe dei supereroi, un Superman che mai come prima è profondamente umano nel suo bisogno d’amore e insieme assolutamente unico (anche nel panorama dei comics) nella sua purezza e dedizione al bene. Ce lo potevamo aspettare, dopo le ottime prove che il regista sceneggiatore aveva dato nella versione cinematografica della saga degli X-Men.

Il merito va anche a un protagonista sconosciuto al grande schermo, Brandon Ruth, che si identifica totalmente nel suo personaggio (entrambi, del resto, vengono dal Midwest…), dotato in giuste dosi di forza, rettitudine, ma anche purezza e di un tratto di gentilezza d’altri tempi (non si limita a salvare una donna da una macchina priva di freni, ma le apre anche la portiera e le chiede come sta; farebbe mai Batman una cosa del genere?).

Il film di Singer è intessuto di richiami messianici e cristologici che definire casuali sarebbe riduttivo. Fin dall’inizio la “missione” di Superman viene definita dalle parole del padre Jor-El (sarà un caso che nel nome cryptoniano di Superman – Kal-El – e in quello di suo padre ci sia una sillaba in cui risuona il nome del Signore nella tradizione ebraica?): un figlio inviato da un padre a salvare un mondo bisognoso, segnato dal male ma anche fondamentalmente capace di bene se ben guidato.

Superman passa le notti in cielo, a trarre la sua forza dal Sole, ma anche ad ascoltare le grida di aiuto e le preghiere che provengono da ogni parte del mondo (l’eroe non si limita agli Stati Uniti ormai, ma si è assunto compiti di peace keeping internazionale); sull’isola di Luthor subisce inerme una vera e propria “passione”, comprensiva di lazzi sulla sua natura “divina” e di una molto significativa ferita al costato. E dopo aver lanciato nello spazio, con un estremo e consapevole sacrificio di sé, l’isola di cryptonite creata da Luthor che minaccia miliardi di vite umane, Superman precipita sulla terra in una posizione che non può non ricordare quella del crocifisso, per poi rimanere in coma (tre giorni?) e “risorgere” per riprendere il suo posto di custode dell’umanità.

Ma c’è anche un richiamo mitico meno impegnativo: se Lex Luthor i riferisce a quello, rivisto e corretto in senso capitalista e tecnologico, di Prometeo che ruba il fuoco agli dei (una figura centrale della mitologia gnostica), i richiami visivi di Superman sono piuttosto quelli dell’eroe che salva attraverso la sofferenza e il sacrificio.

Nelle più di due ore di film lo vediamo fermare aerei in caduta libera, bloccare pallottole con il petto d’acciaio (ma anche con la sola pupilla!), sventare rapine e addirittura lanciare un intera isola nello spazio, ma mai compiere un atto volutamente ostile, nemmeno nei confronti dei suoi nemici.

Ma se il mondo deve scoprire di aver ancora bisogno di Superman anche il supereroe deve trovare delle risposte. La spedizione nello spazio alla ricerca delle proprie radici ha fatto scoprire a Superman la propria solitudine di essere eccezionale; sarà il riconoscimento della propria paternità a ridargli più profondamente il senso del suo essere: scoprendosi padre, l’eroe si ritrova nuovamente figlio. Un rapporto unico, che in qualche modo permette di recuperare anche quello con la donna amata e ora apparentemente perduta, perché parte di una famiglia “normale”. La relazione romantica tra l’eroe e Lois Lane a cui ci aveva abituato la storia di Superman sembra evolversi in qualcosa di più profondo e maturo, un amore che può rinasce proprio dal sacrificio di una lontananza che non esclude affatto la presenza.

Tanta profondità di indagine psicologica e di implicazioni esistenziali nel film di Singer non deve spaventare i fan dei fumetti e dei film d’azione: il film è pieno di sequenze spettacolari e di umorismo ed è perfetto per spettatori di ogni età e il look appena un po’ retrò di scenografie, musica e costumi non impedisce sottili richiami all’attualità che daranno da fare ai cinefili.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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