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Con allegria si parla di sposarsi.
Si, sposarsi alla vecchia maniera: in chiesa e giurando
eterna fedeltà. Gli amici di Tommaso e Stefania li
guardano increduli quando lui candidamente confessa che
se ama veramente Stefania, perchè non dovrebbe
impegnarsi in un amore indissolubile? Ma decidere di
sposarsi, fare uno o più figli, non vuol dire oggi
giorno sprofondare nella banalità di una vita grigia e
tranquilla, ma decidere di raggiungere alte vette di
eroismo. Tutto si muove contro: il lavoro per il quale,
sopratutto nella Milano della Pubblicità dove i due
operano, si richiede una dedizione completa ed esclusiva;
le strutture di assistenza come gli asili nido nei quali
paradossalmente viene data priorità ai figli dei
divorziati e le stesse amicizie, incalzano nel
prospettare una vita sempre libera ed in cerca di nuove
avventure.
Infine il colpo finale: una seconda
gravidanza. Felicità? No: il crollo delle ultime linee
di resistenza. D'Alatri molto bene contrappone alla
coppia giovane e disperata, la saggezza della vecchia
balia, che ricorda che i figli non si possono buttare via
e che ai suoi tempi in campagna si viveva con otto
fratelli, in povertà ma con grande serenità.
Il film non nasconde le tante difficoltà
di una coppia di oggi che pur amandosi deve combattere
contro temibili avversari ma il tono è di fiduciosa
speranza nella tenacia e nella forza dell'amore.
Franco Olearo
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