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Settimanale di orientamento per la visione di film e della TV

25 luglio 2010, n. 29   

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CORALINE E LA PORTA MAGICA

(Franco Olearo)
 

 

 

USA  2009
Titolo originale: Coraline
Regia: Henry Selick
Sceneggiatura: Henry Selick dal romanzo omonimo di Neil Gaiman
Produzione: Laika, Pandemonium
Durata: 100'
Interpreti: 
Genere: animazione
 
 

Caroline ha 11 anni; si è trasferita con i suoi genitori in una nuova casa in mezzo alla campagna e si annoia: i suoi genitori sono troppo impegnati con il computer (stanno finendo di scrivere un catalogo di giardinaggio) e non le danno retta.  Nel perlustrare la casa, scopre una porticina: apertala, si ritrova in una casa gemella della sua e con genitori molto più premurosi di quelli originali: unica loro peculiarità è quella di avere dei bottoni al posto degli occhi. Caroline finisce per preferire di passare molto più tempo nella casa alternativa, ma ben presto scoprirà che non è tutto oro ciò che luccica...

 

valori/disvalori

  visione a partire da:   giudizio tecnico

 

Adolescenti

 

Il film vuole ammonire i ragazzi da facili fughe (alla Pinocchio) verso mondi più  allettanti ma effimeri rispetto alla propria vita reale  

 La storia  è carica di tensione,  piena di mostri orrendi ma sopratutto vi sono  trasformazioni inquietanti  di persone che da buone diventano cattive

 

Il film eccelle per la tecnica adottata (animazione stop motion combinata con il 3D) ma anche per la suggestione delle scenografie gotiche e lo sviluppo del racconto, anche se carico di tensione

         
Recensione di Franco Olearo        
         

Mi raccomando, non portate i vostri figli più piccoli a vedere questo film: la storia  è carica di tensione,  piena di mostri orrendi ma sopratutto vi sono  trasformazioni inquietanti  di persone che da buone diventano cattive, con uno spostamento continuo fra mondo reale e mondi fittizi  che necessità di una certa maturità.

Detto questo, il film, realizzato con la tecnica dello stop motion (quindi pupazzi che vengono ripresi fotogramma per fotogramma nei loro millimetrici spostamenti) e ripreso in 3D (ma solo per le sale attrezzate con questa tecnologia) è di qualità eccezionale, non solo per la tecnica di animazione adottata, ma anche per lo sviluppo della storia.

L'autore, Henry Selick era stato già regista del magnifico Nightmare before Christmas (1993) tratto da un soggetto di Tim Burton e prodotto da quest'ultimo; ora questo film è quasi tutto suo (regia, sceneggiatura, scenografia  e animazione) ma non possiamo dimenticare il contributo all'animazione di Travis Knight presidente della Lailka, la casa produttrice. Travis è figlio di Phil Knight, fondatore e proprietario della potente Nike; un giorno suo padre  gli ha regalato un moribondo studio cinematografico a Portland, vicino alla sede della Nike per consentirgli di realizzare il suo sogno: produrre film di animazione. Ne è nata così Laika e il primo film: Coraline.

La storia, dove possono facilmente venir individuati riferimenti ad Alice nel paese delle meraviglie e a Pinocchio , vuole insegnarci qualche cosa e lo fa in modo per nulla rassicurante: non fidarsi delle apparenze, di chi troppo facilmente alimenta i nostri capricci, ci propone senza fatica  ciò che ci piace; restiamo  piuttosto ancorati ai valori veri anche se più difficili da raggiungere e non culliamoci con le nostre illusioni. L'autore del romanzo ha scelto un modo alquanto inquietante per simboleggiare tutto questo: i personaggi che vivono nel mondo delle illusioni non hanno occhi ma dei bottoni al loro posto.


Il messaggio è chiaro anche per i genitori: non trascurare i propri figli anche se si è oberati di lavoro e se per caso in camera di vostra figlia c'è una bambola di pezza,  nell'incrociare il suo sguardo vitreo,   sicuramente dopo questo film vi correrà un brivido lungo tutta a schiena.