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Attento
a quello che desideri, potresti ottenerlo. In questo adagio si condensa la
premessa del film tratto dal romanzo per ragazzi del geniale Neil Gaiman, autore
di celebri graphic novel nonché delle strisce dedicate a Sandman, ma
anche di romanzi capaci di recuperare e rimescolare leggende e miti delle più
varie provenienze.
In questo caso
lo spirito più che la lettera di tante fiabe (c’è una strega malvagia, dei
bambini scomparsi, un gatto parlante e oggetti magici in quantità) si mescola ad
elementi di modernità come il rapporto difficile tra una ragazzina esuberante e
dei genitori troppo presi dal lavoro per badare a lei.
L’animazione in
stop-motion viene amplificata dall’effetto del 3D (apprezzabile solo nelle sale
attrezzate e con gli appositi occhiali) e trasforma questa fiaba nera con
elementi di horror (non a caso il regista è lo stesso di Nightmare before
Christmas ) in una avventura visiva che risulterà forse più affascinante per
gli spettatori non giovanissimi, che potrebbero essere invece scoraggiati da un
avvio un po’ lento e da alcune situazioni potenzialmente paurose.
Che non
impediscono però di godersi il tripudio di invenzioni messe in campo dagli
autori: dalle atmosfere piovose e un po’ gotiche del mondo reale (per altro
popolato da una schiera di individui bizzarri, ma benevoli) a quelle rutilanti
di colori – benché notturne- del mondo oltre la porta magica, pronta a
trasformarsi in un minaccioso “nulla” popolato di pericoli.
Il viaggio
affrontato dalla giovane e intraprendente Coraline, esasperata dai suoi genitori
troppo impegnati (tutti e due separatamente sempre al computer, una mamma severa
che non cucina mai e le compra solo abiti grigi), curiosa, ma anche un po’
antipatica con il vicino di casa non troppo brillante, è tuttavia interessante e
a suo modo profondo.
Abbagliata dalla
gratificazione di tutti i suoi desideri (una madre che sembra devota solo a lei,
una realtà bizzarra e interessante che asseconda le sue fantasie) Coraline per
un po’ si gode la sua doppia vita inconsapevole del prezzo che, come in ogni
favola che si rispetti, le sarà chiesto di pagare per vivere nel “mondo dei
balocchi”.
La sostituzione
simbolica degli occhi con dei bottoni, infatti, rappresenta in qualche modo la
perdita dell’anima. Di fronte a questa richiesta, però, Coraline si ribella, ma
dovrà affrontare molte prove (di coraggio, di fiducia e
d’amore)
per riuscire a ristabilire l’ordine del suo mondo e tornare tra le braccia dei
suoi veri genitori, imperfetti, ma amatissimi.
Coraline è
un’eroina sui generis, che si muove in un racconto costruito sul meccanismo del
doppio (a partire dai genitori “altri”, ma ci sono anche grottesche versioni dei
già insoliti vicini di casa) e in un mondo pronto a trasformarsi da sogno in
incubo, da rifugio in prigione popolata di spettri piangenti e mostri affamati.
È addentrandosi
in esso, dapprima con meraviglia, poi con paura, infine con determinazione, che
Coraline impara ad apprezzare ciò che ha, ad andare oltre i giudizi affrettati e
a riflettere con più attenzione sulle sue azioni, riscoprendo la bellezza del
suo imperfetto quotidiano. |