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Pieraccioni ci riporta nella sua amata Toscana ma questa volta
abbandona il piccolo borgo
dove tutti si conoscono e rinuncia alle forti tipizzazioni
caricaturali degli amici del bar per spostarsi in città,
frequentare le grandi ville dei ricchi e circondarsi di amici che anche
se non convenzionali (una coppia di omosessuali e un visionario in cura
psichiatrica) vengono privati delle freddure da cabaret per una
recitazione più convenzionale.
Per il cinepanettone 2009 Pieraccioni ha osato percorrere nuove strade, più
spirituali, anzi più spiritiche ma
l'operazione non è riuscita.
Non è stata sfruttata adeguatamente l'idea del Marilyn-fantasma ma
sopratutto Pieraccioni ha finito per tradire la sua stessa comicità
Quella di Peraccioni è sempre stata una "comicità dell'imbarazzo": un
novello Candide che si va a infilare in situazioni impossibili o
imbarazzanti oppure si innamora di donne troppo affascinanti
da cui resta perennemente spiazzato
anche se, qualche volta, sul finale riesce a coronare il suo amore.
Questa volta manca un preciso antagonista che inneschi l'imbarazzo: la
figura della moglie che lo ha tradito è troppo sbiadita e le sue
tradizionali spalle comiche (a incominciare da Ceccherini) sono state
messe in second'ordine per lasciar spazio a un fantasma che "non si
vede".
L'idea di dialogare con uno spirito certamente non è nuova nel cinema
(dal più noto Provaci ancora Sam di Woody Allen al più recente
Il mio
amico Eric di Ken Loach) ed ha sempre avuto una precisa funzione
narrativa. Humphrey Bogart aiuta il timido Woody a vincere la propria
timidezza, lui che è sempre stato un duro; il campione del Manchester
Eric Cantona aiuta un semplice impiegato delle Poste, suo fan, a mettere
ordine nella sua complicata vita privata.
Anche Marilyn appare perché invocata da Gualtiero e sembra intenzionata
ad aiutarlo a ritrovare sua moglie ma a quanto pare il fantasma manca di
una dote che ci si sarebbe aspettati: la preveggenza. I saggi
suggerimenti della diva finto-svampita si riveleranno un buco
nell'acqua e quel che è peggio, sembra che non comprenda il contesto e la
psicologia dei personaggi (reali) coinvolti.
Il fantasma di Marilyn alla fine non risulta determinante ai fini della
storia e dopo la prima
parte del film dove Pieraccioni cerca di far ridere giocando sul tema dell'
"io vedo , voi non la vedete,"
l'idea perde di mordente.
Gualtiero ha dei problemi reali da risolvere:
riconquistare la moglie che convive con un domatore di circo e
conservare l'affetto della figlia che ha seguito la madre.
Pieraccioni si è sempre calato nella parte dell'innamorato in difficoltà ma ha sempre
trovato l'amore e anche nel suo precedente film,
Una moglie bellissima
riesce a risolvere positivamente un caso di crisi coniugale; ma questa volta però il tono è particolarmente pessimistico, non solo per la conclusione negativa, ma perché il
personaggio di Gualtiero, come ingabbiato nella sua gentile bonomia,
rinuncia a combattere per il suo amore salvo guadagnarsi un consolatorio riavvicinamento alla figlia.
La situazione non è più comica quando Gualtiero accetta di
partecipare alla festa di matrimonio della sua ex moglie, per non
dispiacere alla figlia, come le ha chiesto Romona.
Non ci sono regole di comportamento definite su situazioni come questa:
molto dipende dalle circostanze e molti potrebbero avere idee diverse.
Resta da capire cosa sia meglio per una figlia: la presenza di entrambi i genitori al nuovo matrimonio
della madre o l'astensione del padre dalla cerimonia. Sicuramente con la partecipazione si istituzionalizza
un concetto di famiglia allargata, strana
situazione dove i ruoli fra padre e patrigno finiscono per diventare
incerti. Il non partecipare alla cerimonia, riservandosi di vedere la
figlia in altre occasioni, può almeno avere il significato di
sottolineare che il modo di concepire la famiglia è uno solo e tutti gi altri sono melanconiche
contraffazioni.
Pieraccioni si è circondato per questo film di uno stuolo di comprimari più ampio del solito ma ad
eccezione di Roco Papaleo, per gli altri c'è ben poco spazio
per innescare situazioni comiche; Massimo Ceccherini ne risulta sacrificato.
Resta da commentare anche per questo film l'enfasi che viene data ai
personaggi omosessuali, una vera e propria moda del momento per i film
italiani: basti ricordare i più recenti Cado dalle nubi oppure
Oggi
sposi, un interesse totalmente spropositato rispetto alla realtà
numerica di questo fenomeno. Viene il sospetto che più di cercare di
"sdoganare" nel comune sentire l'equivalenza delle coppia
etero-omosessuale, questi comici applichino ancora il becero sistema di
trovare spunti ridicoli dal comportamento di tali persone.
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