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Seguendo
una moda sempre più in voga negli ultimi anni, Steven Spielberg, qui in
veste di produttore esecutivo, recupera un fumetto-cartone famoso negli
anni ’80 e lo “trasforma” in un blockbuster di sicuro successo per i
bambini di oggi (già pronti ad assaltare i negozi pieni di gadget
trasformabili) e quelli di ieri (che hanno ancora, in qualche cassetto
della memoria, una macchinina capace di tramutarsi in invincibile
robot).
A dirigere il tutto Michael Bay, regista di sicuro
affidamento quando si tratta di action movie (The
Rock, Armageddon
e Pearl Harbor).
Protagonisti della
vicenda infine, un sapiente mix di giovani promesse,
Shia LaBeouf e Megan Fox su tutti (il nuovo Tom Hanks e
la nuova Angelina Jolie), e pezzi da novanta come Jon Voight (nell’ovvio
ruolo di Segretario di Stato) e John Turturro (inedito agente segreto).
Il risultato finale è un buon film di
genere, soprattutto nella prima parte, capace di miscelare effetti
davvero speciali (la Industrial Light & Magic ha il merito di rendere
credibili sia le trasformazioni che le battaglie) e tanta, tanta,
ironia.
È questo infatti il merito maggiore di
Transformers, un film che non cade nel rischio di prendersi troppo
sul serio, come invece accadeva a La guerra dei Mondi, film
firmato sempre da Steven Spielberg e per certi versi con una storia
molto simile.
Il punto di vista con cui è raccontata
l’intera è quello di Sam Witwicky (Shia
LeBoeuf) giovane e anonimo ragazzo del liceo, che, superato un esame,
può finalmente realizzare il sogno della vita: comprare la prima
macchina e, grazie ad essa, cercare di conquistare la bellissima Megan
Fox, che fino a quel momento ne ignora l’esistenza e si accompagna
invece ad un giocatore di football dal fisico ineccepibile. Quello che
Sam non sa è che la macchina che sceglie (o meglio da cui è scelto) è
appunto un Transformer: il ragazzo, infatti, è nipote di un esploratore
che sul finire del 1800 ha scoperto per primo dove si nasconde il cubo,
lasciando agli ignari eredi una mappa per raggiungere il luogo.
L’anonimo e brufoloso adolescente è insomma chiamato, suo malgrado, a
vivere una straordinaria avventura che lo porterà a “trasformarsi”
(anche lui) in uomo fatto e finito, l’eroe capace di salvare il mondo e
conquistare l’amore della più bella del reame: il “sogno americano” in
tutto il suo splendore.
Se un difetto va trovato è da individuare
nella seconda parte del film, quella più fracassona e action, quella
dello scontro finale. In essa gli umani restano per lunghi tratti
spettatori di una battaglia tra robot troppo forti e potenti e, nelle
scene più complesse, anche difficilmente distinguibili. Di sicuro una
sforbiciata non avrebbe nuociuto, anche perché il film è piuttosto
lungo.
Ad ogni modo il giudizio complessivo è
positivo. Transformers è infatti un buon film di intrattenimento,
con l’unico rischio di appassionare più un pubblico maschile che
femminile. Un film che ha il merito di far rivivere l’immaginario
spensierato, romantico e d’avventura che ha fatto grande il cinema a
stelle e strisce.
Elementi problematici per la visione:
le scene di battaglia sono
estremamente realistiche e potenzialmente impressionanti per un pubblico
giovane.
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