"SPIDER-MAN 2"
(Spider-man 2 - the amazing spider-man)
Recensione di Franco Olearo

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Pre-adolescenti |
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Valori/Disvalori |
Si suggerisce ai genitori la visione a partire da: |
Giudizio tecnico |
| "C'è un eroe in tutti noi e val la pena esserlo" | Per alcuni combattimenti violenti dei quali però non vediamo né dettagli né ferite | Eccellente sceneggiatura; regia in abile equilibrio fra il grande spettacolo e la storia intimista |
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USA 2004 Regia: Sam Raimi Sceneggiatura: Alvin Sargent Durata: 128' Interpreti: Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Alfred Molina Genere:Azione Censura USA: PG 13 |
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E' dura fare l'eroe dotato di superpoteri. Non tanto perché bisogna combattere contro cattivi molto agguerriti (quello è il meno) ma perché non si fa a tempo a scendere dai grattacieli che bisogna indossare abiti borghesi e far finta di essere delle persone normali. Oltre a combattere criminali occorre trovare il tempo rastrellare qualche dollaro con un lavoro precario (tipo trasporto di pizza a domicilio) e si rischia di venire licenziati; Parker cerca di frequentare l'università ma non ha la testa per seguire le lezioni. Attende, come tanti altri mortali, che il bucato finisca nella lavanderia a gettoni salvo poi scoprire che il vestito da Spider-man ha ha macchiato di rosso tutti calzini. La sera, tornando nel suo squallido appantamento da pochi soldi, vorrebbe tanto buttarsi sul letto e trovare un po' di pace ma al primo richiamo delle sirene della polizia gli tocca indossare il costume rosso e iniziare a saltare fra i grattacieli. Sam Raini ha realizzato
un bellissimo film che riesce a conciliare le esigenze del blockbuster
(lo spettacolo è assicurato con acrobatiche scene di combattimenti e
salvataggi all'ultimo minuto) con un
racconto profondo ed intimista.
Il film coglie il pretesto di un eroe ricavato da un famoso
fumetto per trattare temi profondi che
riguardano ognuno di noi. E l'amore? Possibile che deve rinunciare all'amore, che i problemi che lo angustiano siano tutti e solo i suoi e non li può condividere con una dolce metà? Il finale (che non riveliamo) è interessante perché riesce a ribaltare l'ottica con la quale era stato posto il problema. Franco Olearo
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